Come passare dal 1680 al 1964 in poche righe?
L’uomo per sua natura ha sempre cercato di oltrepassare i limiti della propria comprensione, ricorrendo costantemente all’uso di strumenti simbolici per rappresentare concetti impossibili da definire o comprendere completamente.
L’anelare questa voglia di conoscenza ha dato vita ad una vera e propria disciplina che studia la natura ed i valori dei simboli ed il relativo utilizzo degli stessi.
La simbologia è divenuta nel tempo una realtà del tutto consueta, tant’è che quotidianamente, senza neanche più dargli molto peso, vediamo, utilizziamo, creiamo simboli per descrivere il mondo che circonda.
Forse poco pubblicizzata, ma espressione stessa del valore simbolico è la Porta Alchemica, sita in Roma. Detta anche porta magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte, nella sua residenza “villa Palombara” sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino nella posizione quasi corrispondente all’odierna Piazza Vittorio, dove oggi è stata collocata.
E’ noto che il Marchese Savelli, in seguito alla frequentazione presso la corte Romana della regina Cristina di Svezia, fosse divenuto un appassionato delle conoscenze pratiche, filosofiche ed esoteriche che si proponevano la manipolazione e la trasformazione dei metalli, e in particolare la loro possibile trasmutazione in oro o in rimedi per il prolungamento della vita, la così detta alchimia.
Secondo la leggenda trasmessaci nel 1802 da Francesco Girolamo Cancellieri, “un pellegrino di nome Francesco Giuseppe Borri, ma chiamato stibeum, nome latino dell’elemento chimico metallico antimonio, fu ospitato una notte nella villa. Durante la visita si dedicò alla ricerca di una misteriosa erba capace di produrre l’oro. Il mattino seguente fu visto scomparire attraverso la porta, lasciando però dietro di se alcune pagliuzze d’oro, frutto di una riuscita trasmutazione alchemica, e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.
Il marchese cercò inutilmente di decifrare il contenuto del manoscritto con tutti i suoi simboli ed enigmi, finché decise di renderlo pubblico facendolo incidere sulle cinque porte di villa Palombara e sui muri della magione, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a comprenderli.”
I simboli incisi sulla Porta Alchemica sono rintracciabili tra le illustrazioni dei libri di alchimia del ‘600. In particolare sul frontone, compaiono due triangoli sovrapposti e in una patacca il sigillo di Davide circoscritto da un cerchio con iscrizioni in latino, con la punta superiore occupata da una croce collegata ad un cerchio interno e la punta inferiore dell’esagramma occupata da un oculus: il simbolo alchemico del sole e dell’oro. Il triangolo con l’oculus è molto simile ad un analogo simbolo di una piramide con la punta occhiuta, che compare sulle banconote statunitensi da un dollaro, fra l’altro accompagnato da una scritta in latino Novus Ordo Seclorum che richiama la scritta sul frontone Aureum Seculum Redivivum. Sia gli Illuminati sia la simbologia della banconota da un dollaro alimentano tutta una corrente di ipotesi sulla teoria del complotto; quest’ultima attribuisce la causa di un evento all’azione di cospiratori, che spesso offrirebbero una ricostruzione artefatta degli avvenimenti, e chiamerebbero in causa le istituzioni preposte, talvolta anche accusandole di essere presunte colpevoli di occultamento della verità e di insabbiamento delle eventuali indagini. La prima volta che negli Stati Uniti fu utilizzata l’espressione “teoria del complotto” fu per descrivere collettivamente le varie voci critiche nei confronti delle conclusioni della Commissione Warren, la commissione ufficiale incaricata di indagare sull’assassinio del presidente John F. Kennedy, pubblicate in quell’anno, il 1964.
Dall’Esquilino a Roma a Daeley Plaza a Dallas. 184 anni e 9000 chilometri. Solo un’alchimia avrebbe potuto annullare in 612 parole tanto spazio e tempo.
The Alchemical Door

How can we go from 1680 to 1964 in a few lines?
Man, for his nature, has always tried to go beyond the limits of his own understanding, constantly resorting to the use of symbolic instruments to represent concepts that are impossible to define or completely understand. The yearning of this desire for knowledge gave life to a real discipline that studies the nature and values of symbols and their use.
Symbology has become, over time, an entirely usual reality, to the point that every day, without even giving it much weight, we see, use, create symbols to describe the world around us.
Perhaps not enough known, the perfect example of symbolism is the Alchemical Door, located in Rome. Also known as the Porta Magica or Porta Ermetica or Porta dei Cieli, it is a monument built between 1655 and 1680 by Massimiliano Savelli Palombara, Marquis of Pietraforte, in his residence “Villa Palombara” located in the eastern countryside of Rome on the Esquiline Hill, almost corresponding to today’s Piazza Vittorio, where it has now been placed.
It is well known that the Marquis Savelli, after attending the court of the Queen Christine of Sweden, had become a lover of practical, philosophical and esoteric knowledge that proposed the manipulation and transformation of metals, and in particular their possible transmutation into gold or in remedies for the extension of life: the so-called alchemy.
According to the legend of 1802, “a pilgrim named Francesco Giuseppe Borri, also called stibeum, Latin name of the chemical metal antimony, was hosted one night in the residence. During the visit he searched for a mysterious herb capable of producing gold. The following morning he was seen disappearing through the door, but leaving behind some golden straws, the result of a successful alchemical transmutation, and a mysterious paper full of puzzles and magical symbols that must have contained the secret of the philosopher’s stone.
The Marquis tried in vain to decipher the content of the manuscript, until he decided to make it public by having it engraved on the five doors of Villa Palombara and on the walls of the mansion, in the hope that one day someone would be able to understand them.
The symbols engraved on the Alchemical Door can be found among the illustrations of the alchemy books of the 17th century. In particular, on the pediment, two superimposed triangles appear and in a piatacca the seal of David circumscribed by a circle with Latin inscriptions, with the upper tip occupied by a cross connected to an inner circle and the lower tip of the hexagram occupied by an oculus: the alchemical symbol of the sun and gold. The triangle with the oculus is very similar to the symbol of a pyramid with an eye point, which appears on the one US dollar, among other things accompanied by the Latin inscription Novus Ordo Seclorum that recalls the one on the pediment Aureum Seculum Redivum. Both the Illuminati and the symbolism of the one-dollar fuel a whole current of hypotheses on a conspiracy theory; the latter attributes the causes of an event to the action of conspirators, who often offer an artificial reconstruction of events, and call into question the institutions in charge, sometimes even accusing them of being presumed guilty of concealing the truth and covering up investigations. The first time the term “conspiracy theory” was used in the United States was to collectively describe the various voices of criticism on the conclusions of the Warren Commission, the official commission charged with investigating the assassination of President John F. Kennedy, published that year, 1964.
From the Esquilino in Rome to Daeley Plaza in Dallas. 184 years and 9000 kilometers. I am an alchemy could have cancelled in 612 words so much space and time.

